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L'interpellanza alla Camera del PD e la risposta del sottosegretario Pizza

by Mario Piemontese — last modified 2009-07-14 21:18

Perché il sottosegretario Giuseppe Pizza parla di un taglio di 500 milioni di euro al finanziamento delle scuole dovuto all'effetto dell'applicazione della clausola di salvaguardia?

Il 2 luglio il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, onorevole Giuseppe Pizza ha risposto all'interpellaza urgente presentata da diversi deputati del Partito Democratico a proposito di problematiche inerenti al piano programmatico relativo al sistema scolastico previsto dall'articolo 64 del decreto legge n.112 del 2008.

Il sottosegretario a un certo punto della sua risposta, riferendosi alla legge finanziaria 2007, ha affermato:
“Gli obiettivi fissati dalla predetta legge finanziaria sono stati conseguiti, come è noto, soltanto in parte, con la conseguente applicazione della clausola di salvaguardia, che ha comportato un taglio lineare degli stanziamenti del Ministero dell'istruzione per spese di funzionamento e di supplenze di circa 500 milioni di euro, taglio che è alla base dell'attuale grave sofferenza delle scuole, nonostante il parziale reintegro dei finanziamenti necessari operato da questo Governo. “.

Procediamo con ordine.

Clausola di salvaguardia

La clausola di salvaguardia è stata introdotta dal governo Prodi nella legge finanziaria 2007, art.1 comma 621, lettera b della legge n. 296 del 27 dicembre 2006:
“ Al fine di garantire l’effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio di cui ai commi 483 e 620, in caso di accertamento di minori economie, si provvede:
…..
b) relativamente al comma 620, a ridurre le dotazioni complessive di bilancio del Ministero della pubblica istruzione, ad eccezione di quelle relative alle competenze spettanti al personale della scuola e dell’amministrazione centrale e periferica della pubblica istruzione, in maniera lineare, fino a concorrenza degli importi indicati dal medesimo comma 620.”.

In poche parole si dice che se il risparmio previsto non verrà realizzato, si procederà a realizzarlo mediante taglio lineare dei finanziamenti diretti alle scuole.

Il comma 620 dell'art. 1 della legge n. 296/07 aveva previsto per la scuola i seguenti risparmi:
euro 448,20 milioni per l'anno 2007, euro 1.324,50 milioni per l'anno 2008 e euro 1.402,20 milioni per l'anno 2009.

Nell'anno scolastico 2007/2009 non furono tagliati 40.000 docenti e 7.000 ATA, cosi come previsto dalla finanziaria 2007, ma “solo” 10.000 docenti e 4.000 ATA. Il risparmio nel 2007 non fu quindi di euro 448,20 milioni, ma di euro 165,80 milioni, con una differenza di euro 282,4 milioni. (Tenete presente che il risparmio previsto per il 2007 dovuto al taglio di 14.000 unità di personale consiste nei 4/12 di quello previsto per un intero anno.)

Nel 2007, per evitare di applicare la clausola di salvaguardia ed essere costretto a tagliare linearmente 282,4 milioni euro alle scuole, senza rinunciare definitivamente alla clausola stessa, il governo Prodi decise di sospendere gli effetti della clausola per il 2007 attraverso l'art. 12 comma 2 della legge n. 222 del 29 novembre 2007 conversione in legge del decreto legge n. 159 del 1° ottobre 2007:
“La disposizione di cui all'articolo 1, comma 621, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 non si applica limitatamente all'anno 2007.”

Con la finanziaria 2008 il governo Prodi decise di rimodulare i risparmi previsti dalla finanziaria 2007, decidendo di tagliare equamente in 3 anni i 30.000 docenti e i 3.000 ATA non tagliati (10.000 docenti e 1.000 ATA per anno). Il piano di risparmio si trasformò nel seguente: euro 535,9 milioni per l'anno 2008, euro 897,2 milioni per l'anno 2009, euro 1.218,5 milioni per l'anno 2010 e euro 1.432,7 milioni per l'anno 2011.

Nell'anno scolastico 2008/2009, così come previsto dalla finanziaria 2008 sono stati tagliati 10.000 docenti e 1.000 ATA. L'obiettivo di risparmio di 535,9 milioni di euro programmato è quindi stato raggiunto, non ci sarebbe stata dunque ragione per applicare la clausola di salvaguardia.

Perché allora il sottosegretario onorevole Giuseppe Pizza parla di un taglio di 500 milioni di euro dovuto all'effetto dell'applicazione della clausola di salvaguardia?

Per il 2007 gli effetti della clausola furono sospesi. Nel 2007 i tagli furono rimodulati e nel 2008 il nuovo programma è stato rispettato. Il 2009 non è ancora terminato, quindi non è assolutamente chiaro come abbia fatto il governo Berlusconi a tagliare 500 milioni di euro di finanziamenti alle scuole utilizzando la clausola di salvaguardia.
Nella replica al sottosegretario, l'onorevole Maria Coscia del Partito Democratico non ha fatto nessun riferimento ai 500 milioni di euro tagliati.

La clausola di salvaguardia viene richiamata anche al comma 8 dell'art. 64 della legge n. 133 del 6 agosto 2008 conversione in legge del decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008:
“Al fine di garantire l'effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio di cui al comma 6, si applica la procedura prevista dall'art. 1, comma 621, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.”.

Al comma 6 del medesimo articolo si specifica infatti che oltre ai risparmi previsti dalla finanziaria 2008 (articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244), per effetto del taglio di 67.500 docenti, oltre ai 20.000 già previsti, e di 42.500 ATA, oltre ai 2.000 già previsti, gli obiettivi di risparmio dovranno essere: euro 456 milioni per l'anno 2009, euro 1.650 milioni per l'anno 2010, euro 2.538 milioni per l'anno 2011 e euro 3.188 milioni per l'anno 2012.
Per l'anno scolastico 2009/2010 sono previsti 42.000 docenti in meno (10.000 della finanziaria 2008 + 32.000 della legge n.133/08) e 15.000 ATA in meno (1.000 della finanziaria 2008 + 14.000 della legge n.133/08).

Cosa c'entra tutto questo con l'udienza del TAR del Lazio prevista per il 13 luglio?

Udienza del TAR del Lazio prevista per il 13 luglio


Se il TAR del Lazio il 13 luglio respingerà i ricorsi, per motivi in questo momento assolutamente inimmaginabili, e dirà in sostanza che va tutto bene e tutto può procedere, la fregatura sarà enorme, ma già questo si sapeva.

La cosa più probabile è che il TAR del Lazio il 13 luglio decida di accogliere i ricorsi e di conseguenza di sospendere gli effetti della circolare ministeriale n. 4 del 15 gennaio sulle iscrizioni e della circolare ministeriale n. 38 del 2 aprile sugli organici.

L'inesistenza di una versione ufficiale e definitiva del Piano programmatico è già stata accertata dal TAR del Lazio stesso il 4 giugno. Nessuno dei Regolamenti, previsti dall'art. 64 della legge n. 133/08 conversione in legge del decreto legge n. 112/08, può essere legittimo in assenza del Piano programmatico.

Inoltre, il Regolamento sulla razionalizzazione della rete scolastica approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri il 27 febbraio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 3 luglio non è coerente con lo Schema di Piano Programmatico sottoposto al parere delle preposte Commissioni parlamentari e della Conferenza Unificata. Grosse modifiche sono infatti state apportate al testo approvato dal Consiglio dei Ministri il 18 dicembre, in seguito al parere dato dalla Conferenza Unificata il 28 gennaio.

Il Regolamento sul riordino della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado, approvato definitivamente il 27 febbraio dal Consiglio dei Ministri non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, probabilmente però lo sarà a giorni.

Le due circolari in questione hanno disposto applicazioni di questi Regolamenti dai tre ai sei mesi prima della loro entrata in vigore.

Le incoerenze sono numerose e evidenti. La scelta del TAR del Lazio mi sembra proprio obbligata, comunque staremo a vedere cosa accadrà effettivamente il 13 luglio.

Cosa potrebbe accadere dopo il 13 luglio


Ipotizziamo allora che per effetto dell'ordinanza del TAR del Lazio i tagli previsti dalla legge n. 133/08 per l'anno scolastico 2009/2010 non si possano fare: 32.000 docenti e 14.000 ATA non sarebbero tagliati e lo Stato nel 2009 non risparmierebbe 456 milioni di euro. Gli altri tagli, cioè quelli già previsti dalla finanziaria 2008, completamente indipendenti dall'art. 64, dal Piano programmatico e dai Regolamenti, continuerebbero ad esistere quindi potremmo avere “solo” 10.000 docenti in meno e 1.000 ATA in meno.

Per effetto dei mancati tagli al personale previsti dalla legge n.133/08 scatterebbe la clausola di salvaguardia, quindi potenzialmente potremmo avere un taglio lineare di 456 milioni al finanziamento per il funzionamento delle scuole. Se da una parte quindi si eviterebbe il taglio del personale, dall'altra si produrrebbe il taglio al finanziamento delle scuole. Tutto questo grazie alla clausola di salvaguardia.

Nel 2007 il governo Prodi non se la sentì di sottrarre 282,4 milioni di euro al finanziamento previsto per le scuole, per questo sospese per il 2007 gli effetti della clausola di salvaguardia. Farà lo stesso il governo Berlusconi nel 2009?

In ogni caso la clausola di salvaguardia andrebbe abrogata e non solo sospesa.

Domanda

L'abrogazione della clausola di salvaguardia può essere un obiettivo comune per chi si dichiara contro le politiche scolastiche del governo Berlusconi e quindi anche per chi quella clausola l'ha scritta e approvata?

Mario Piemontese

Milano, 11 luglio