APPELLI E LETTERE
Marano (Na),
2009-05-01
Lettera aperta al ministro Gelmini
Quando la scuola pubblica diventa privata. Privata dell'entusiasmo, della voglia di pensare ad una scuola di qualità, dei suoi insegnanti migliori e più giovani...
Grazie,
cara Ministro, per lo sconvolgimento della scuola, solo "pubblica",
ovviamente.
Grazie per avermi fatto comprendere appieno che tutto ciò
che ho fatto e continuo a fare per gli alunni non ha importanza per lei
e il suo governo! Che la scuola di qualità non sarà di certo quella
pubblica. Che tutte le competenze acquisite, la formazione e
l'autoaggiornamento continuo in cui credo, sarà difficile metterle a
frutto. Sono una degli ottomila docenti della Scuola Primaria perdenti
posto in Campania. Ho deciso di scriverle per esporre la mia rabbia, il
disappunto quando giovedì scorso mattina è arrivato dal Csa l'organico
di circolo. Dalle ipotesi fatte, con la richiesta delle 40 ore nelle
classi prime, il danno sembrava limitato: tre docenti soprannumerari di
cui due al posto dei pensionamenti... Ma il taglio ulteriore è stato
drastico: ora siamo tre fuori. Il cambiamento non mi ha mai spaventato,
ma questa volta credo che si sia toccato il fondo. Le notizie circa la
possibile destinazione, le possibili mansioni, si susseguono e si
alimentano e a volte sono anche poco fondate. Ma il fatto grave è che
non ci sono risposte. Nessuno sa dire cosa e come si farà. E io, dopo
aver cercato di costruire un qualcosa all'interno del mio circolo, dopo
tanta passione messa nel rapporto con i miei alunni, le confesso che mi
sento "espropriata". Privata dell'entusiasmo, della motivazione ad
aggiornarmi, formarmi continuamente, del voler pensare ad una scuola di
qualità, una scuola "tecno", una scuola del cooperative e collaborative
learning, una scuola viva e attiva. La scuola in cui sempre ho creduto
e per cui ho sempre lavorato. Ormai mi sento una pedina: sarò spostata,
sballottata, senza poter più costruire nulla in nessun'altra scuola, se
si salterà da un posto all'altro (per la formazione occorrono progetti
a lungo termine). E nelle mie condizioni ahimè ci sono tantissimi altri.
Anna Di Palma, Teacher forever?, Marano (Na)