APPELLI E LETTERE
Roma,
2009-06-02
DA S. SALACONE: RISPOSTA ALLA LETTERA APERTA
Gentile insegnante
leggo solo ora la sua lettera aperta sul sito ReteScuole e mi chiedo perché, anziché ricorrere ad una lettera aperta, non ha provato a mettersi in contatto diretto con me o con qualche insegnante della IqbaL Masih, visti i densi rapporti di frequentazione che contraddistinguono la realtà delle scuole romane.
La partecipazione della nostra scuola, come anche quella di tante altre scuole in Italia, al progetto Invalsi “ per la rilevazione degli apprendimenti degli alunni in alcune discipline fondamentali come l’italiano e la matematica” è stata decisa dalla Commissione Valutazione , quando l’Invalsi ha riaperto, in aprile, i termini per l’adesione.
Abbiamo deciso di aderire ad un progetto che, intanto, era su base volontaria e non obbligatoria come in passato, e sulla base di quanto contenuto nella lettera a firma del Presidente dell’Invalsi http://www.invalsi.it/snv0809/documenti/PresentazioneSNV.pdf sembrava avere come finalità quella di fornire alle scuole strumenti di conoscenza degli apprendimenti dei propri alunni, comparabili con quelle di altre scuole e quella di poter utilizzare i risultati delle prove stesse, che sarebbero state restituite, dopo l’analisi, dall’Invalsi in forma disaggregata e del tutto anonima alle scuole, per l’autovalutazione di istituto.
Personalmente ho appoggiato tale decisione, ritenendo che l’adesione ad una ricerca sul campo, in cui le scuole avrebbero potuto confrontarsi concretamente e sin dall’inizio del percorso con gli esperti dell’Istituto, sarebbe servita anche alla nostra scuola per capire quali modalità e contenuti una valutazione nazionale avrebbe potuto mettere in campo, per monitorare le scuole e i loro risultati.
Ritengo, infatti, che un Paese abbia non solo il diritto, ma anche il dovere di effettuare verifiche sul proprio sistema educativo, condividendone modalità e finalità con le stesse scuole e con i /le docenti.
Questo tanto più, quanto vige un sistema delle autonomie e in un orizzonte che colloca i sistemi di istruzione nazionali nel più ampio sistema europeo.
Della valutazione, di quella degli alunni che realizziamo in modi spesso fortemente arbitrari e non condivisi, di quella del personale, oggi inesistente, e di quella dell’intero sistema dell’istruzione non ritengo che dobbiamo avere paura, soprattutto se sono finalizzate a realizzare interventi a sostegno delle situazioni più deboli.
Successivamente all’adesione della nostra scuola, visto che le procedure indicate dall’Invalsi procedevano per step successivi e molto limitati, senza una illustrazione complessiva del percorso e senza indicazioni su quando le scuole avrebbero potuto confrontarsi con il sistema e dire la loro sulle prove stesse, abbiamo esaminato in Collegio dei docenti l’intero progetto di cui non era stata fatta lettura approfondita in Commissione Valutazione.
Il Collegio ha espresso molte perplessità sull’impianto apparentemente tecnicistico e neutrale , ma nei fatti pericolosamente utilizzabile a fini sanzionatori e selettivi sia delle scuole che del personale e ha deliberato di formulare alcune richieste di chiarimento all’Invalsi, riservandosi il diritto di recedere dalla partecipazione al progetto qualora l’Istituto non avesse provveduto a fornire i richiesti chiarimenti.
Di fatto le risposte non sono arrivate e la scuola “Iqbal Masih” non parteciperà al percorso Invalsi.
Mi dispiace di averla delusa, ma ritengo meno legittime le prese di posizione “a priori” che quelle che cercano, nonostante tutto, di interloquire fin dove è possibile con il sistema nazionale, permettendosi di approfondire, esaminare proposte, avere dubbi, tornare sui propri passi e pronunciarsi non solo con rifiuti, ma con articolate e motivate risposte e solo a seguito di esperienze condotte e risultate negative.
Simonetta Salacone
dirigente scolastica della scuola “I. Masih” di Roma