NON RUBATECI IL FUTURO
2009-10-02
COMUNICATO di RETESCUOLE

Retescuole
ritiene che la situazione che attualmente sta attraversando la scuola
pubblica sia di estrema gravità. Le scuole che hanno solo sezioni a
tempo pieno hanno avuto l'organico richiesto, e ciò è frutto senz'altro
delle dure lotte sostenute nel milanese da docenti e genitori lo scorso
anno scolastico. I posti che sono stati concessi, però, sono
sull'organico di fatto, e dunque volatili. Nelle scuole elementari dove
invece vi è una o più sezioni a modulo i tagli sono stati realizzati
sconvolgendo anche l'assetto del tempo pieno. Nelle scuole medie lo
scempio è ancora maggiore e le scuole superiori stanno entrando proprio
in queste settimane nel tunnel che porterà alla riduzione generalizzata
del tempo scuola. L'emergenza precari è sotto gli occhi di tutti.
Ovunque sono state tagliate risorse per il sostegno alla disabilità,
ovunque ci si ritrova con classi sovraffollate in spregio alla
legislazione vigente sulla sicurezza. Il personale ata è stato ridotto
compromettendo l'efficienza della sorveglianza, della pulizia e dei
servizi amministrativi e tecnici. Tutte le scuole vantano crediti
spaventosi nei confronti dello stato. La qualità della scuola pubblica,
il benessere dei bambini e delle bambine e delle/degli adolescenti non
è mai stato così a rischio.
Retescuole chiama il popolo della
scuola a ritrovare rapidamente la propria combattività o passeremo i
prossimi anni a lamentarci di non aver fatto abbastanza quando ne
avevamo la possibilità. Chi pensa che i tagli al personale della scuola
siano finiti e già questi gli sembrano tanti, si sbaglia: il ministero
ha realizzato solo la prima tranche di un pacchetto che prevede la
stessa quantità di tagli ripetuta nei prossimi due anni. Chi pensa che
già così i nostri studenti e i nostri figli stiano stretti nelle classi
e più di così non sia possibile, si sbaglia: il ministero prevede
ancora migliaia di tagli derivati dai futuri aumenti del numero di
alunni per classe. Chi pensa che la disabilità sia protetta dalla
legge, di nuovo, si sbaglia: già oggi non sono assicurate le ore che
gli stessi decreti della Gelmini assicuravano. Occorre muoversi, non
serve borbottare da soli per i corridoi.
Come Retescuole chiediamo:
- ai membri dei consiglio di circolo e di istituto di ogni ordine e grado di mobilitarsi, trovarsi, riunirsi e stilare una piattaforma di rivendicazioni che supporti una vertenza generalizzata della scuola pubblica nei confronti dello stato. I cittadini pagano le tasse anche per la scuola pubblica, lo stato non può appropriarsene: sono soldi nostri.
- ai delegati sindacali di prendere iniziative all'altezza di una "ristrutturazione" che ha provocato migliaia di licenziamenti nella scuola, una situazione senza precedenti nel mondo lavorativo, anche a livello di industria.
- ai genitori e agli insegnanti di ragazzi disabili, di trovarsi, riunirsi e di assumere iniziative per sollevare pubblicamente lo scandalo dell'abbandono di questi ragazzi straordinari.
Chiediamo a tutti gli attivisti che
in questi anni ci hanno seguito di smuovere nella propria scuola ogni
organismo collettivo o rappresentativo perché prenda posizione contro
gli attacchi ministeriali.
MA
Tutte queste iniziative
sarebbero depotenziate se non ci fosse un momento centrale, unificato,
dove tutte le emergenze della scuola pubblica non uscissero allo
scoperto. Serve un momento in cui diventi visibile l'indignazione del
popolo della scuola.
A questo fine sono sicuramente importanti gli
appuntamenti del 3 ottobre (manifestazione nazionale dei precari) e del
9 ottobre (sciopero studenti e Unicobas), ma è fondamentale mantenere
la prospettiva dello sciopero del 23 ottobre (convocato da Cub, Sdl e
Cobas) che offre l'opportunità e il tempo sufficiente per far crescere
dal basso la protesta.
Non si tratta di aderire a questa o quella
piattaforma o sigla sindacale: come sempre per noi si tratta
semplicemente di una occasione di protesta di cui appropriarci come
popolo della scuola. Chiediamo ai docenti ed ATA di aderirvi al di là
della tessera sindacale che si ha in tasca, a tutti i settori
studenteschi di parteciparvi, a tutti i genitori che ne hanno la
possibilità di aderirvi. Chiediamo ai sindacati scuola di Cgil Cisl e
Uil di confluire anche loro su questo appuntamento. Mandiamo un segnale
forte e unitario al governo. Il popolo della scuola non si arrende.
quelle e quelli di Retescuole