2009-2010
2009-01-27
Le 27 e le 30 ore sono esche per far cascare i genitori nella trappola delle 24
Tocca ai genitori evitare di cascare nella trappola e chiedere direttamente ai dirigenti delle scuole e degli uffici periferici del ministero garanzie.
Sia nel Regolamento sulla scuola dell'infanzia e del primo ciclo che nella circolare n. 4/09 sulle iscrizioni,
a proposito di scuola primaria oltre alle 24 e 40 ore settimanali si
citano, sia per le future prime che per le classi successive, le 27 e
le 30 ore.
Per le 27 e le 30 ore i riferimenti legislativi sono rispettivamente il comma 1 e il comma 2 dell'art. 7 del decreto legislativo n. 59/04.
Le 30 ore sono la somma delle 27 previste dal comma 1 e delle 3
opzionali facoltative previste dal comma 2. Il comma 3 del medesimo
articolo prevede che sia le 27 che le 30 non comprendono ore dedicate
alla mensa. Per quanto riguarda la mensa bisogna leggere il comma 4 che
prevede fino a un “massimo” di 330 ore annue dedicate alla mensa, che
in altri termini vuol dire fino a un “massimo” di 10 ore settimanali.
Il
comma 4 dell'articolo in questione è quello che ha permesso per 4 anni,
a partire dall'a.s. 2004/2005 fino all'a.s. 2007/2008, di accumulare
perlomeno 40 ore, sommando le 27 di base, le 3 opzionali facoltative e
le 10 di mensa.
Con l'approvazione della legge n.176/07
le 40 ore per esistere non hanno più bisogno dell'art. 7 del decreto
legislativo n. 59/04, perché il riferimento legislativo è tornato ad
essere l'art. 130 del Testo unico, abrogato dal decreto legislativo
stesso, ma ripristinato appunto dalla legge. Se il problema per le 40
ore potrebbe sembrare in questo modo risolto, non lo è sicuramente per
le 27 o 30 ore.
Le 30 ore o le 27 su 5 giorni hanno necessità
della mensa, e parlare di tali modelli senza nessun riferimento al
comma 4 dell'art.7 del decreto legislativo n.59/04, così come si legge
sia nel Regolamento che nella circolare sulle iscrizioni, vuol dire
proporre qualcosa di assolutamente impraticabile
Il modello a
30 ore senza mensa, anche su 6 giorni, è folle, la media sarebbe di 5-
6 ore di seguito al giorno. Esistono scuole che hanno adottato un
modello a 30 ore con l'aggiunta di un numero di ore di mensa inferiore
a 10, cioè una sorta di modello a 40 ore “sbagliato”. Una scelta di
questo tipo è stata dettata esclusivamente dall'impossibilità di
garantire da parte degli enti locali la mensa per 5 giorni o dalla
volontà di ridurre parzialmente il costo della mensa per i genitori
riducendo il numero di pasti settimanali. In ogni caso 30 ore senza
mensa o senza la garanzia della mensa per almeno 3- 4 giorni alla
settimana non stanno in piedi.
Le ore di mensa sono necessarie
per la distribuzione delle 27 ore su 5 giorni. Se la distribuzione è su
6 giorni non ci sono problemi, molte scuole che non sono dotate di
strutture che possano garantire la mensa, adottano il modello a 27 ore,
con una media di 4,5 ore al giorno, cioè un orario 8.30 – 13.00 sabato
compreso.
A Milano e nei grossi centri metropolitani il modulo
è sempre stato organizzato con 33 ore settimanali su 5 giorni, 27 ore
più 6 ore di mensa, cioè 3 rientri settimanali. Per 2 classi sono
necessarie 66 ore, cioè 3 insegnanti, 1,5 in media per classe. Negli
ultimi anni i tagli all'organico a volte hanno reso necessaria la
riduzione da 3 a 2 rientri, riducendo però a 2 le ore di mensa
settimanali. Il modello così modificato non è dei migliori perché nelle
2 giornate “lunghe” su 8 ore trascorse a scuola dai bambini solo 1 è
dedicata alla mensa.
Nella circolare sulle iscrizioni dello scorso anno
era richiamata la possibilità di un eventuale tempo mensa da aggiungere
alle 27 o 30 ore, quest'anno nella circolare non si legge niente di
tutto questo. Sarà un caso? Dubito.
Il ministro Gelmini vuole
sostanzialmente ridurre la scelta per i genitori tra le 24 e le 40 ore,
con la possibilità delle 27 ore però solo su 6 giorni. La scelta delle
40 ore è vincolata sia all'organico che alle strutture, quindi in poche
parole il ministro vuole orientare la scelta dei genitori verso le 24
ore, rendendo impraticabili le altre possibilità.
Il più volte
citato comma 4 dell'art. 7 del decreto legislativo n. 59/04 che io
sappia non è stato abrogato e non rientra neppure tra le abrogazioni
esplicite previste dal Regolamento. L'articolo 7 del Regolamento sulle
abrogazioni a scanso di equivoci si conclude però con la solita frase
“E’ altresì abrogata ogni altra disposizione comunque incompatibile con
quelle del presente regolamento.”, non è escluso quindi che in questo
modo il comma 4 dell'art. 7 del decreto legislativo n. 59/04 risulti
indirettamente abrogato.
L'altra possibilità è che la mensa
possa essere prevista, ma solo se a carico esclusivo degli enti locali
sia per quanto riguarda l'organizzazione che per quanto riguarda la
sorveglianza dei bambini: non più insegnanti nelle ore di mensa, ma
personale messo a disposizione dai comuni e retribuito a spese dei
comuni stessi oppure addirittura dei genitori.
La Moratti nel
2003 nello schema di decreto legislativo, che sarebbe poi diventato una
volta approvato il decreto legislativo n.59/04, prevedeva qualcosa del
genere, ma l'Anci all'epoca respinse l'attacco dichiarando nel suo parere sullo schema di decreto
che “L’Anci respinge infine, anche in via di principio, l’idea che si
possa tornare nell’orario scolastico a forme di assistenza superate nel
passato con l’istituzione di tempo pieno e/o modulare che riducevano a
pura vigilanza l’intervallo del pranzo dei ragazzi.”.
Il 28 gennaio
si riunirà la Conferenza Unificata per esprimere il suo parere sia sul
Regolamento relativo alla riorganizzazione della rete scolastica che su
quello relativo alla scuola dell'infanzia e alle scuole del primo
ciclo. Mi auguro che Regioni, Province e Comuni non trascurino il
problema della mensa, concentrandosi esclusivamente sull'altrettanto e
indubbiamente importante problema della chiusura dei plessi scolastici.
Tocca
ai genitori evitare di cascare nella trappola e chiedere direttamente
ai dirigenti delle scuole e degli uffici periferici del ministero
garanzie. In questo momento le Segreterie della Buona Scuola sono sicuramente un utile strumento per far sentire la propria voce.
Milano, 27 gennaio 2009
il significato delle parole ORIG