Arriva Gelmini: via le bandiere e gli studenti
submitted by Paola De Meo — 0 comment(s)Certo più "gentili" dei loro colleghi bergamaschi - che sabato hanno
scortato una manifestazione non autorizzata di Fn e caricato
manifestanti antifascisti che se ne tornavano a casa - i poliziotti di
Frascati, zona dei Castelli romani, sono riusciti ieri a sventare,
prima ancora che si consumasse, un insidioso comportamento
antipatriottico che alcuni studenti dell'Onda erano decisi a mettere
in pratica. Contemporaneamente anche la direzione dell'Istituto di
fisica nucleare faceva arrestare alcune pericolose bandiere.
La notizia giunge in redazione in diretta dal commissariato di Frascati dove si sono consumati gli ultimi atti della vicenda.
Dunque,
era stata annunciata la visita della ministra Gelmini al centro
italiano Esrin dell'Agenzia spaziale europea (Esa) e al vicino Infn,
istituto nazionale di fisica nucleare. Qui è stata proibita l'assemblea
del personale perché sarebbe stata chiesta con poco preavviso. Nel
frattempo, però, il direttore dei laboratori ha chiesto ai
rapresentanti sindacali di rimuovere le bandiere della Cgil che erano
nell'ingresso da ottobre, da quando è iniziata l'Onda e, da allora,
l'ente è in stato di agitazione permanente. Al diniego della Rsu, la
direzione ha provveduto comunque a cancellare le tracce della
mobilitazione del personale. L'Infn, come tutti gli enti di ricerca, è
zeppo di lavoratori precari. 600 di fronte a 1800 strutturati. Di quei
600, 250 sono stabilizzabili ma, a differenza di altri enti, questo non
brillerebbe per velocità. Così in 70, a giugno, potrebbero restare
esclusi dalle procedure di stabilizzazione e oltre cento contratti a
tempo determinato non sarebbero rinnovabili per i vincoli della
finanziaria. Grazie Brunetta.
Davanti alla stazione di Tor Vergata,
intanto, il Collettivo unitario studentesco, medi e universitari dei
Castelli, aveva organizzato un presidio di accoglienza per Gelmini. I
cancelli dell'Esa sono infatti nelle immediate vicinanze. Però,
arrivati alla stazione, un paio di ore prima dell'arrivo della ministra
- erano le 16.30 - i primi trenta ragazzi hanno trovato alcune volanti
davanti alla stazione che bloccavano l'accesso. Gli agenti - una decina
in divisa atlantica, coperti a distanza da un paio di equipaggi della
celere in tenuta antisommossa nel parcheggio soprastante - li hanno
bloccati tutti. Solo quattro o cinque dei ragazzi sono maggiorenni. Racconta
uno di loro: «Ci hanno tenuto per due ore bloccati nella stazione
mentre verbalizzavano le identificazioni. Il dirigente non ci ha
voluto parlare nonostante lo avessimo chiesto ripetutamente per capire
cosa stesse succedendo». Lo avrebbero trovato solo dopo il rilascio,
cercandolo tra le volanti. Nel frattempo altri studenti che arrivavano
alla stazione sono stati tutti identificati e poi rinchiusi nella
stazione. Il primo ad arrivare, in auto, e in perfetta solitudine,
sarebbe stato denunciato per manifestazione non autorizzata solo perché
nel bagagliaio aveva un secchio per la colla e un manifesto
dell'assemblea "no fly" di Ciampino, la rete di comitati di cittadini
che si batte contro i veleni del traffico aereo tra le case.
Sequestrato,
dagli uomini del commissariato di Frascati, un pericolosissimo
striscione riportante la scritta: "Noi la crisi non la paghiamo. L'Onda
è antifascista".
Alla restituzione del documento è stato imposto
agli studenti di firmare una notifica del proprio domicilio per
l'eventuale denuncia per la manifestazione non autorizzata ma neppure
iniziata. Due di loro, maggiorenni, sono stati portati al commissariato
per la notifica del sequestro del pericolosissimo cencio. Lunedì
assemblea all'Ipò, storico centro sociale di Marino.
Intanto,
mentre si consumava l'inedito gesto di repressione preventiva, la
ministra arrivava negli enti dopo aver presentato il nuovo portale
antidroga con il collega Giovanardi, quello fissato che "una canna fa
primapera". Una volta giunta tra i ricercatori spaziali e nucleari, era
prevedibile che Gelmini promettesse di uscire dalla crisi grazie allo
spazio e al nucleare. Va detto che l'avvocata bresciana ha anche
scoperto la precarietà di cui è ritenuta grande produttrice: «Il
precariato è una piaga sociale e in queste condizioni non si può
pianificare il futuro, ma noi non li lasceremo soli. Entro un mese e
mezzo avremo la ricognizione per i tre gruppi di precari della scuola,
dell'università e della ricerca. E questo è il primo passo importante
per affrontare questo problema - ha detto a margine della visita -
stiamo lavorando sui precari ricercatori, ma non abbiamo ancora una
risposta (sul possibile distacco dei precari della ricerca dagli altri
precari della Pubblica amministrazione, ndr)». E in mancanza di
risposte, come sempre, ci pensa la polizia.
da Liberazione, 5 marzo 2008