ORDINANZA MINISTERIALE N.92/07
Milano,
2008-04-26
A volte ritornano!
Articolo pubblicato sul numero del 1° novembre del quindicinale Solidarietà COME.
Di seguito trovate l'articolo che ho scritto 2 o 3 settimane fa per il numero del 1° novembre del quindicinale Solidarietà COME.
Milano, 11 novembre 2007
Mario Piemontese
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A volte ritornano!
Venerdì
12 ottobre le piazze di 130 città sono state invase da migliaia di
studenti che protestavano contro la reintroduzione degli esami di
riparazione a settembre.
Il Ministro Giuseppe Fioroni all’inizio
di ottobre per decreto ha stabilito che i debiti formativi contratti
allo scrutinio di giugno dovranno essere assolti entro la fine di
agosto, pena la bocciatura. Così facendo il Ministro, in poche parole,
non ha fatto altro che riproporre i vecchi esami di riparazione rimossi
dalla scuola superiore ormai da più di 10 anni.
Nel 1995
l’allora Ministro Francesco D’Onofrio abolì gli esami a settembre
introducendo il sistema dei debiti e attivò i primi corsi di recupero
nelle scuole denominati IDEI (interventi didattici educativi
integrativi).
Tutte le persone che hanno sperimentato
direttamente come studenti il sistema dei debiti formativi hanno oggi
un’età che non supera i 30 anni, quindi non sono sicuramente, nella
maggior parte dei casi, genitori di adolescenti che frequentano le
scuole superiori. I genitori quindi non conoscono il sistema dei debiti
formativi per esperienza diretta, ma solo attraverso l’esperienza dei
propri figli. Per questo vale la pena spendere due parole per
descrivere brevemente come ha funzionato fino ad oggi tale sistema.
Gli
esami di riparazione furono aboliti per tanti motivi. Prima di tutto
perché in Europa solo l’Italia adottava ancora un sistema di
valutazione ormai superato in tutti gli altri Paesi. In secondo luogo
perché anno dopo anno gli insegnanti si rendevano conto che le
differenze di preparazione degli studenti tra giugno e settembre erano
sempre meno evidenti. In terzo luogo si ritenne opportuno che fosse la
Scuola a farsi carico del recupero disciplinare degli studenti,
recupero che invece fino a allora era stato affidato esclusivamente
alle costosissime ripetizioni private.
Fino a giugno scorso,
durante lo scrutinio di fine anno il CdC (Consiglio di Classe), cioè
tutti i docenti che insegnano in una stessa classe più il dirigente
scolastico, decideva per ogni studente della classe la promozione o la
non promozione. La non promozione, meglio nota come bocciatura, non è
mai cambiata: lo studente non è ammesso alla frequenza della classe
successiva, quindi per poterlo fare deve necessariamente ripetere
l’anno di studi appena terminato.
Per quanto riguarda la
promozione era prevista invece una diversificazione: si poteva essere
promossi “senza debiti” oppure “con debiti”. Il CdC promuoveva “senza
debiti” quando riteneva che lo studente avesse raggiunto in tutte le
materie almeno il livello di preparazione minimo richiesto per poter
frequentare la classe successiva.
La promozione “con debito”
scattava invece quando non ci si trovava in nessuna delle precedenti
condizioni. Il CdC promuoveva ritenendo che lo studente fosse in grado
di frequentare la classe successiva, pur non avendo raggiunto i livelli
minimi richiesti in tutte le materie, ma prevedendo che lo studente
fosse in grado di recuperare “qualche lieve” insufficienza durante
l’estate oppure durante l’anno scolastico successivo. Il debito quindi
doveva essere assolto entro la fine dell’anno scolastico successivo, ma
il mancato recupero non precludeva necessariamente la successiva
promozione.
Fioroni invece non solo ha ridotto il tempo entro
il quale lo studente può recuperare il debito, al massimo entro agosto
e non più entro maggio dell’anno successivo, ma ha anche deciso che in
caso di mancato assolvimento lo studente sarà bocciato. L’unica cosa
che cambia rispetto alla normale prassi prevista dai vecchi esami di
riparazione è che la Scuola deve organizzare azioni di recupero sia
alla fine del primo quadrimestre per gli studenti insufficienti in
qualche materia, sia dopo la fine della scuola per gli studenti
debitori. Interventi questi che peraltro le scuole già da tempo hanno
attivato proprio come azioni di accompagnamento all’assolvimento del
debito. Non di certo però nel periodo estivo perché sono pochi gli
insegnanti che potrebbero farlo a fronte delle reali esigenze, visto
che la maggior parte di loro è impegnata nello svolgimento degli esami
di Stato. Il Ministro da questo punto di vista non si è fatto grossi
problemi e ha previsto che altro personale esterno alla scuola possa
occuparsi del recupero.
Passiamo allora ad affrontare i veri nodi del problema.
Il
disinteresse totale della Scuola nei confronti degli studenti con
insufficienze in una o più materie, il linea di principio è stato
superato, ma non nei fatti. L’unica possibilità per il recupero non è
più esclusivamente il ricorso alle ripetizioni private, cosa che
accadeva sistematicamente prima che gli esami di riparazione fossero
aboliti, ma adesso anche la Scuola si fa carico del problema.
È
sufficiente però quello che fanno le scuole? No, non è sufficiente
perché il recupero è ancora visto come un’attività disintegrata da
tutto il resto, che può essere quindi affidata anche ad altri e non
rientra nell’attività quotidiana di ogni insegnante. A volte gli
interventi organizzati dalle scuole più che altro puntano a salvare
l’apparenza senza voler risolvere effettivamente il problema: quel che
conta è fare qualcosa per tutelarsi e mostrare ai genitori che qualcosa
la scuola fa, poi se lo studente recupera bene, altrimenti come al
solito si consigliano le ripetizioni.
Il ricorso alle lezioni
private negli ultimi anni ha registrato un calo, ma non è scomparso del
tutto. La possibilità della promozione “con debiti” in qualche modo ha
tranquillizzato genitori e studenti, non c’è più l’incubo degli esami a
settembre, la cosa importante è non essere bocciati, poi si vedrà.
Naturalmente ci sono ancora genitori che cercano insegnanti che possano
dare ripetizioni ai loro figli nel periodo estivo, magari anche nel
luogo scelto per le vacanze, sperando così che il saldo del debito si
possa risolvere in fretta alla ripresa del nuovo anno, evitando che il
tutto si trascini per lungo tempo. Non bisogna dimenticare però che le
ripetizioni costano e non tutti possono permettersi di spendere per
un’ora di lezione anche 50 euro, ma anche se tutti potessero
permetterselo è il principio che è sbagliato: il recupero si fa a
scuola con il proprio insegnante al mattino. Come al solito si punta a
gestire le emergenze con misure straordinarie e non cercando di
valorizzare le pratiche ordinarie.
Il sistema dei debiti ha
mostrato a questo punto tutti i suoi limiti. Gli studenti come
obiettivo spesso si sono posti la promozione “con debiti” fin
dall’inizio dell’anno e non solo nell’ultimo mese, rinunciando già in
partenza a raggiungere la promozione “senza debiti”. I genitori spesso
incassata la promozione, comunque sia, non si sono preoccupati più di
tanto del problema. Le scuole hanno attivato interventi che si sono
rivelati sempre meno efficaci sia per scarsa convinzione, sia perché
gli studenti sapevano che in ogni caso il mancato saldo del debito non
avrebbe compromesso la promozione all’anno successivo. Il ricorso alle
ripetizioni private è stata l’unica possibilità di risolvere il
problema in tempi brevi.
Tutto questo ha favorito l’azione di
Fioroni che con questa uscita della reintroduzione degli esami di
riparazione vuole trasmettere l’immagine di una scuola più seria, senza
però affrontare il problema dell’insuccesso scolastico. La Scuola
diventerà ancora più selettiva di quanto lo sia ora. Con le classi
stracolme di studenti gli interventi di recupero durante le lezioni
messi in atto dagli insegnanti saranno sempre più difficili da
realizzare, di conseguenza i genitori dovranno scegliere se far
frequentare ai propri figli corsi di recupero pomeridiani a scuola di
poche ore, non sicuramente nel periodo estivo, oppure costosissime
lezioni private. Se la Scuola Statale, così come sta accadendo,
diventerà sempre più povera, per gli studenti più deboli che non
navigano nell’oro l’insuccesso sarà assicurato. L’unica possibilità per
loro sarà accontentarsi di quel poco che la Scuola offre, ma che non
sarà in molti casi sufficiente al completo recupero e quindi alla
promozione.
Il progetto di Fioroni è quindi ancora una volta un
devastante attacco alla Scuola Statale. Il tentativo è quello di aprire
ufficialmente un mercato del “corso di recupero” all’interno del quale
la Scuola Statale, con scarse risorse a disposizione, non potrà
concorrere. La gestione del recupero quindi da un certo punto in poi
sarà affidata esclusivamente a privati singoli o associati. Chi pagherà
per il recupero sarà promosso, agli altri non resterà che ripetere
l’anno oppure passare alla formazione professionale per essere avviati
precocemente al lavoro.
Non possiamo permetter che questo accada.
Milano, 16 ottobre 2007
Mario Piemontese