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A volte ritornano!

by Mario Piemontese last modified 2008-08-02 09:48

Articolo pubblicato sul numero del 1° novembre del quindicinale Solidarietà COME.

Di seguito trovate l'articolo che ho scritto 2 o 3 settimane fa per il numero del 1° novembre del quindicinale Solidarietà COME.

Milano, 11 novembre 2007

Mario Piemontese

******************

A volte ritornano!

Venerdì 12 ottobre le piazze di 130 città sono state invase da migliaia di studenti che protestavano contro la reintroduzione degli esami di riparazione a settembre.

Il Ministro Giuseppe Fioroni all’inizio di ottobre per decreto ha stabilito che i debiti formativi contratti allo scrutinio di giugno dovranno essere assolti entro la fine di agosto, pena la bocciatura. Così facendo il Ministro, in poche parole, non ha fatto altro che riproporre i vecchi esami di riparazione rimossi dalla scuola superiore ormai da più di 10 anni.

Nel 1995 l’allora Ministro Francesco D’Onofrio abolì gli esami a settembre introducendo il sistema dei debiti e attivò i primi corsi di recupero nelle scuole denominati IDEI (interventi didattici educativi integrativi).

Tutte le persone che hanno sperimentato direttamente come studenti il sistema dei debiti formativi hanno oggi un’età che non supera i 30 anni, quindi non sono sicuramente, nella maggior parte dei casi, genitori di adolescenti che frequentano le scuole superiori. I genitori quindi non conoscono il sistema dei debiti formativi per esperienza diretta, ma solo attraverso l’esperienza dei propri figli. Per questo vale la pena spendere due parole per descrivere brevemente come ha funzionato fino ad oggi tale sistema.

Gli esami di riparazione furono aboliti per tanti motivi. Prima di tutto perché in Europa solo l’Italia adottava ancora un sistema di valutazione ormai superato in tutti gli altri Paesi. In secondo luogo perché anno dopo anno gli insegnanti si rendevano conto che le differenze di preparazione degli studenti tra giugno e settembre erano sempre meno evidenti. In terzo luogo si ritenne opportuno che fosse la Scuola a farsi carico del recupero disciplinare degli studenti, recupero che invece fino a allora era stato affidato esclusivamente alle costosissime ripetizioni private.

Fino a giugno scorso, durante lo scrutinio di fine anno il CdC (Consiglio di Classe), cioè tutti i docenti che insegnano in una stessa classe più il dirigente scolastico, decideva per ogni studente della classe la promozione o la non promozione. La non promozione, meglio nota come bocciatura, non è mai cambiata: lo studente non è ammesso alla frequenza della classe successiva, quindi per poterlo fare deve necessariamente ripetere l’anno di studi appena terminato.

Per quanto riguarda la promozione era prevista invece una diversificazione: si poteva essere promossi “senza debiti” oppure “con debiti”. Il CdC promuoveva “senza debiti” quando riteneva che lo studente avesse raggiunto in tutte le materie almeno il livello di preparazione minimo richiesto per poter frequentare la classe successiva.

La promozione “con debito” scattava invece quando non ci si trovava in nessuna delle precedenti condizioni. Il CdC promuoveva ritenendo che lo studente fosse in grado di frequentare la classe successiva, pur non avendo raggiunto i livelli minimi richiesti in tutte le materie, ma prevedendo che lo studente fosse in grado di recuperare “qualche lieve” insufficienza durante l’estate oppure durante l’anno scolastico successivo. Il debito quindi doveva essere assolto entro la fine dell’anno scolastico successivo, ma il mancato recupero non precludeva necessariamente la successiva promozione.

Fioroni invece non solo ha ridotto il tempo entro il quale lo studente può recuperare il debito, al massimo entro agosto e non più entro maggio dell’anno successivo, ma ha anche deciso che in caso di mancato assolvimento lo studente sarà bocciato. L’unica cosa che cambia rispetto alla normale prassi prevista dai vecchi esami di riparazione è che la Scuola deve organizzare azioni di recupero sia alla fine del primo quadrimestre per gli studenti insufficienti in qualche materia, sia dopo la fine della scuola per gli studenti debitori. Interventi questi che peraltro le scuole già da tempo hanno attivato proprio come azioni di accompagnamento all’assolvimento del debito. Non di certo però nel periodo estivo perché sono pochi gli insegnanti che potrebbero farlo a fronte delle reali esigenze, visto che la maggior parte di loro è impegnata nello svolgimento degli esami di Stato. Il Ministro da questo punto di vista non si è fatto grossi problemi e ha previsto che altro personale esterno alla scuola possa occuparsi del recupero.

Passiamo allora ad affrontare i veri nodi del problema.

Il disinteresse totale della Scuola nei confronti degli studenti con insufficienze in una o più materie, il linea di principio è stato superato, ma non nei fatti. L’unica possibilità per il recupero non è più esclusivamente il ricorso alle ripetizioni private, cosa che accadeva sistematicamente prima che gli esami di riparazione fossero aboliti, ma adesso anche la Scuola si fa carico del problema.

È sufficiente però quello che fanno le scuole? No, non è sufficiente perché il recupero è ancora visto come un’attività disintegrata da tutto il resto, che può essere quindi affidata anche ad altri e non rientra nell’attività quotidiana di ogni insegnante. A volte gli interventi organizzati dalle scuole più che altro puntano a salvare l’apparenza senza voler risolvere effettivamente il problema: quel che conta è fare qualcosa per tutelarsi e mostrare ai genitori che qualcosa la scuola fa, poi se lo studente recupera bene, altrimenti come al solito si consigliano le ripetizioni.

Il ricorso alle lezioni private negli ultimi anni ha registrato un calo, ma non è scomparso del tutto. La possibilità della promozione “con debiti” in qualche modo ha tranquillizzato genitori e studenti, non c’è più l’incubo degli esami a settembre, la cosa importante è non essere bocciati, poi si vedrà. Naturalmente ci sono ancora genitori che cercano insegnanti che possano dare ripetizioni ai loro figli nel periodo estivo, magari anche nel luogo scelto per le vacanze, sperando così che il saldo del debito si possa risolvere in fretta alla ripresa del nuovo anno, evitando che il tutto si trascini per lungo tempo. Non bisogna dimenticare però che le ripetizioni costano e non tutti possono permettersi di spendere per un’ora di lezione anche 50 euro, ma anche se tutti potessero permetterselo è il principio che è sbagliato: il recupero si fa a scuola con il proprio insegnante al mattino. Come al solito si punta a gestire le emergenze con misure straordinarie e non cercando di valorizzare le pratiche ordinarie.

Il sistema dei debiti ha mostrato a questo punto tutti i suoi limiti. Gli studenti come obiettivo spesso si sono posti la promozione “con debiti” fin dall’inizio dell’anno e non solo nell’ultimo mese, rinunciando già in partenza a raggiungere la promozione “senza debiti”. I genitori spesso incassata la promozione, comunque sia, non si sono preoccupati più di tanto del problema. Le scuole hanno attivato interventi che si sono rivelati sempre meno efficaci sia per scarsa convinzione, sia perché gli studenti sapevano che in ogni caso il mancato saldo del debito non avrebbe compromesso la promozione all’anno successivo. Il ricorso alle ripetizioni private è stata l’unica possibilità di risolvere il problema in tempi brevi.

Tutto questo ha favorito l’azione di Fioroni che con questa uscita della reintroduzione degli esami di riparazione vuole trasmettere l’immagine di una scuola più seria, senza però affrontare il problema dell’insuccesso scolastico. La Scuola diventerà ancora più selettiva di quanto lo sia ora. Con le classi stracolme di studenti gli interventi di recupero durante le lezioni messi in atto dagli insegnanti saranno sempre più difficili da realizzare, di conseguenza i genitori dovranno scegliere se far frequentare ai propri figli corsi di recupero pomeridiani a scuola di poche ore, non sicuramente nel periodo estivo, oppure costosissime lezioni private. Se la Scuola Statale, così come sta accadendo, diventerà sempre più povera, per gli studenti più deboli che non navigano nell’oro l’insuccesso sarà assicurato. L’unica possibilità per loro sarà accontentarsi di quel poco che la Scuola offre, ma che non sarà in molti casi sufficiente al completo recupero e quindi alla promozione.

Il progetto di Fioroni è quindi ancora una volta un devastante attacco alla Scuola Statale. Il tentativo è quello di aprire ufficialmente un mercato del “corso di recupero” all’interno del quale la Scuola Statale, con scarse risorse a disposizione, non potrà concorrere. La gestione del recupero quindi da un certo punto in poi sarà affidata esclusivamente a privati singoli o associati. Chi pagherà per il recupero sarà promosso, agli altri non resterà che ripetere l’anno oppure passare alla formazione professionale per essere avviati precocemente al lavoro.

Non possiamo permetter che questo accada.

Milano, 16 ottobre 2007

Mario Piemontese

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