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Genitori e insegnanti uniti per i nostri ragazzi

by Daniele Cuccovillo last modified 2010-05-25 14:38

Anche all’istituto comprensivo Sant’Ambrogio di Milano c'è gran fermento per lottare contro i tagli

Cosa ci facevano il 20 maggio un centinaio di persone riunite sotto il cielo (non troppo limpido) di Milano fino alle 23,00 nella piazzetta antistante la Scuola Primaria De Nicola?

Eravamo genitori ed insegnanti riuniti, incuranti dell'aria frizzante, in quella piazzetta dove i bambini appena usciti da scuola, anziché non vedere l'ora di tornare a casa, si fermano tutti i giorni per poter restare ancora un po' con i loro compagni; sì perché anche grazie all'ottimo lavoro svolto dagli insegnanti la scuola non è vissuta come un luogo noioso dove bisogna andare per forza, ma un luogo dove poter apprendere e crescere socializzando e rapportandosi con i propri compagni qualunque sia la loro estrazione sociale o etnica, che siano "normali" o diversamente abili e potersi legare a delle guide amichevoli e importanti come le loro maestre e i loro maestri.

Così, in questa piazzetta simbolo di cosa voglia dire la scuola a tempo pieno, noi genitori siamo stati messi al corrente del pericolo di perdere una parte importante per i ragazzi: meno insegnanti=impoverimento dell’offerta formativa e riduzione delle uscite didattiche e delle attività di laboratorio o a piccoli gruppi.

E che dire del taglio, da parte dell'Amministrazione Comunale, dei fondi destinati a garantire il servizio di assistenza ad personam per i 19 bambine e bambini diversamente abili iscritti alla scuola e che si sono visti togliere dall'oggi al domani delle figure di riferimento importantissime non solo per essere seguiti nelle loro necessità (come il mangiare), ma per poter interagire con il resto della classe e trasformare quella che potrebbe essere una debolezza in un'occasione di crescita per tutti?

Come genitori, oltre ad unirci al coro di proteste di tutti voi vogliamo aggiungere un GRAZIE di cuore a quelle maestre e a quei maestri che in modo del tutto VOLONTARIO E DISINTERESSATO, senza farsi pubblicità alcuna, si stanno spendendo per supplire alle mancanze dell'Amministrazione, ma noi aggiungiamo che SI DEVE SAPERE quello che stanno facendo e che non vogliamo permettere che la situazione continui in questo modo.

Inoltre, ribadiamo con forza che:

a.    alle nostre figlie e ai nostri figli, che vivono una realtà in cui la conflittualità, l’insicurezza e la tensione sociale vengono presentate come temi ricorrenti e crescenti, serve una scuola capace di trasferire loro l’importanza della relazione, insegnandogli a stare insieme e ad occuparsi di se stessi occupandosi degli altri, aiutandoli ad avere fiducia nei compagni a partire dalla fiducia sperimentata con le loro insegnanti. Questo per noi è un tempo ‘pieno’, questa per noi è la scuola;

b.    la scuola, se ha bisogno di riorganizzarsi, ripensarsi, riformarsi è per fare di più e per dare di più a chi rappresenta il nostro domani;

c.     la scuola è un investimento sul futuro e chiede investimenti per il futuro. Come cittadini siamo disposti a pagarla, anche perché lo abbiamo sempre fatto pagando le tasse che non sono diminuite a fronte dei tagli della spesa pubblica che hanno interessato proprio il mondo della scuola, se il progetto da sostenere è un progetto di rafforzamento e di arricchimento;

d.    le risorse pubbliche per la scuola, proprio in questa Regione, non sono mancate ma sono state dirottate di fatto verso la scuola privata a scapito della scuola pubblica che è la nostra scuola;

e.    tutte le bambine e i bambini hanno diritto, tutti, all’istruzione che è pubblica perché solo in questo modo essa può essere garantita universalmente, senza alcuna discriminazione. Un paese è tanto più forte quanto più riconosce la scuola come risorsa che, prima e più di altre, è luogo dedicato all’apprendimento, alla formazione, alla crescita intellettuale, culturale, sociale e civile; è tanto più debole e mal governato quanto più riduce il suo interesse nel coltivare questa risorsa, quando la impoverisce, quando taglia e toglie i fondi necessari per un suo corretto funzionamento e utilizzo;

f.      non accettiamo una scuola che modifica il ‘contratto’ formativo presentatoci all’atto di iscrizione e per questo siamo pronti a diffidare i responsabili delle misure di riduzione delle risorse che non permettono di rispondere all’impegno assunto;

g.    riteniamo che in questa città e in questo paese, oggi, la riforma stia negando di fatto un diritto riconosciuto da questo e da molti altri Stati, affermato con forza nella nostra Costituzione e scritto altrettanto chiaramente nella Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo.


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